Prendetelo per buono
Alla fine dell'anno si fanno bilanci, si tirano le somme, si fanno progetti per il futuro e si spera in un futuro migliore. Personalmente - lo ammetto - non ho mai amato voltarmi indietro e ripensare ai miei errori. Ripensandoci (controsenso), mi rendo conto che avrei potuto imparare molte cose. Avrei potuto evitare tanti conflitti, incomprensioni, malintesi. I miei rapporti con il resto del genere umano sarebbero stati decisamente migliori.
Ho iniziato ad aprirmi con il mondo esterno all'incirca all'inizio dell'anno scorso. Da allora mi sono formato una cerchia molto ristretta di amici con cui esco molto spesso. I nostri rapporti non si sono mai logorati, almeno per il momento, nonostante le distanze. Voglio dire: due dei miei migliori amici vanno in scuole diverse (in città diverse), tra gli impegni che si sovrappongono, lo sport e lo studio riusciamo a vederci sì e no due o tre volte al mese. Eppure non potrei immaginare la mia vita senza le cazzate dette e fatte insieme.
La scuola sta andando complessivamente bene, i rapporti con i miei compagni non sono certo dei migliori, ma nel complesso siamo una classe piuttosto unita e questo non può che farmi piacere.
Il punto è questo, negli ultimi mesi anni io ho vissuto con la mente rivolta verso un ipotetico domani, in cui tutta la mia pessima situazione familiare si sarebbe dovuta risolvere. Mano a mano che il tempo passa, però, le cose non sembrano voler cambiare. I miei amati/odiati nonni non si alzeranno da un momento all’altro miracolosamente guariti, ormai dovrei averlo capito, eppure c’è una parte di me che si rifiuta categoricamente di accettare questa realtà e continua a sperare in un domani migliore.
Forse sarà, forse no. Lo scopriremo solo vivendo.
Intanto, auguri. Per un 2010 migliore.
Damym
#ChangesWednesday
Seguendo l'esempio degli utenti Twitter (#FollowFriday, vi dice nulla?), io ho inaugurato il ChangesWednesday: il mercoledì dei cambiamenti.
...perché ieri tutto è tornato alla normalità. La nonna è tornata a casa dall'ospedale, sta lentamente migliorando e quello che possiamo fare per aiutarla lo abbiamo già fatto. Per adesso deve stare 40 giorni immobile a letto, poi forse si potrà parlare di fisioterapia riabilitativa.
...perché ieri ci siamo tolti un peso. La badante (mia nonna la soprannominava "la strega", mio nonno "il mostro") è definitivamente partita. Stop, finito, kaputt. Firmata la lettera di dimissioni a inizio mese, ieri (che, non a caso, era il 30) alle 18.30 è definitivamente partita. Senso di libertà immediato e conseguente urlo liberatorio da parte mia, poi tutto ok.
Direi che può bastare come inizio settimana, no?
[e adesso vado a vergognarmi per aver cercato sul dizionario come si dice mercoledì in inglese. Non ho mai imparato i giorni della settimana. Sì, sto male, lo so.]
Oltre il limite umano di sopportazione
Quello che è successo questa settimana va ben oltre i limiti dell'immaginabile.
Tanto per cominciare, sto scrivendo questo pseudopost seduto davanti al computer avvolto in una coperta, sotto l'effetto di paracetamolo (lo sarei se avesse fatto effetto) quindi tutto quello che scriverò da ora in avanti è da prendere con le pinze e farlo analizzare da un laboratorio specializzato prima di poterlo considerare materiale attendibile. Ho la febbre, non alta (37,2°C) ma sempre febbre. Tosse, mal di gola, raffreddore, dolorini qua e là, insomma la classica influenza. Potrebbe essere H1N1 come potrebbe essere un colpo di fresco preso ieri.
Tutto è cominciato domenica, sull'ora di pranzo. Il nonno suona il campanello, fin qui non c'è niente di strano, il punto è che continua a suonarlo ininterrottamente e non sembra avere intenzione di smetterla. Da una parte so che è successo qualcosa, dall'altra so anche che l'interruttore si incastra spesso. Quindi saliamo, solo che lo spettacolo non è esattamente quello che ci eravamo aspettati: la nonna seduta per terra, la sedia a rotelle a diversi metri da lei. Se non fosse stato per il tubo del catetere la distanza sarebbe stata enormemente maggiore
La cosa è abbastanza preoccupante perché la suddetta non riesce a muoversi, con una difficoltà pazzesca si riesce a sdraiarla, e subito ci si accorge che qualcosa non va e che la cosa è piuttosto seria, perché ha una gamba più lunga dell'altra. Presunta frattura del femore.
Di quello che è successo dopo mi ricordo poco, tra urla e attacchi isterici vari arriva l'ambulanza. Dopo qualche ora arrivano i risultati delle radiografie: frattura scomposta al femore destro e due fratture al bacino. Bene, perfetto. Non poteva andare meglio. Per quanto riguarda il femore va inserita una protesi, per il bacino non si può fare niente, le previsioni parlano di 40 giorni completamente immobile a letto. Ieri sono uscito da scuola e subito sono andato in ospedale a trovarla... stava benino, io un po' meno dopo aver percorso quasi 3km (nota per me: quando devo andare da qualche parte a Empoli non devo chiedere informazioni agli autoctoni, perché poi ho scoperto che potevo arrivare in ospedale in meno di 1km...) correndo, sudato fradicio. Sono arrivato in ospedale e ovviamente al piano terra c'era l'aria condizionata a palla...
La cosa peggiore è stata l'intervento: con tutte le patologie che ha, l'anestesia potrebbe essere fatale. Ieri sera poi arriva la goccia che fa traboccare il vaso: dalle analisi del sangue emerge che ci sono pochi globuli rossi, l'intervento resta comunque fissato e si parte con le trasfusioni, che durano tutta la notte. Stamattina alla fine l'hanno operata, dopo diverse indecisioni dei dottori che non volevano assumersi responsabilità. Quando ho saputo che era andato tutto bene mi sono sentito liberato. E' una sensazione strana... in pochi secondi riprendi tutte le attività corporee necessarie alla vita sociale, ricominci a sudare e a reagire agli stimoli, improvvisamente ti accorgi che potresti toglierti la felpa e rimboccarti le maniche della maglia che indossi, dopo aver passato più di tre ore in zombie mode (quando sei a scuola e non ti ricordi come ci sei arrivato, ndr).
Fatto sta che oggi sono tornato a casa, ho mangiato, ho dormito quasi due ore e al mio risveglio avevo la febbre.
Un inizio di settimana davvero fantastico.